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martedì 26 febbraio 2013

Gelo di arancia, la ricetta della tradizione siciliana

Toc, toc?
Ci siete ancora? :-)
Rientro in punta di piedi  in questo mio spazio trascurato da due mesi a questa parte... sono tanti eh!
Beh per una buona causa! ;-)
Ve la farò breve: nel giro di poco tempo abbiamo stravolto le nostre vite, le abbiamo impacchettate per bene in tanti, troppi scatoloni di cartone e ci siamo trasferiti in un'altra città, in un'altra regione, sono tornata a casa dopo 10 anni di lontananza,  ho recuperato dal chiodo il mio camice tutto bucato da chimico, il piccolo Alessandro ha compiuto nel frattempo 2 anni e ha iniziato ad andare all'asilo nido, Chiaretta-piccolapeste è felice della nuova scuola, della nuova casa con il giardino e con una mansarda tutta per i suoi giochi, dei nuovi amichetti, della nuova vita, anche se le manca molto il papà che in attesa di trasferimento è rimasto a lavorare a Messina e torna a casa nei week-end... quando è possibile...
Ecco il perchè di questa mia lunga assenza!
Se sono contenta? certamente si, anche se vi confesso che è stata ed è molto dura, specialmente perchè i bimbi sentono la mancanza del papà. il piccolo in un mese si è già

venerdì 21 dicembre 2012

Ghiotta di pesce stocco alla messinese


La "ghiotta" di pesce stocco (o in siciliano piscistoccu a' ghiotta) è un piatto tipico della tradizione popolare Messinese. Pochi ingredienti miscelati sapientemente danno vita ad un piatto corposo e molto saporito.
E' tradizione prepararla il venerdì, specialmente in inverno quando i pescatori non potevano uscire con le barche per i venti di Scirocco che nello Stretto soffiano molto forte.
Questa ricetta è stata tramandata dalla bisnonna di mio marito a mia suocera che l'ha insegnata a me, naturalmente ogni famiglia ha il suo metodo e la sua versione (alcuni usano mettere uvetta e pinoli, altri piselli): questa è quella più semplice. E' la prima volta che la preparo e a detta del siculo (mio marito) me la sono cavata egregiamente!
Vi ricordo come ho già scritto qui che il pesce stocco ed il baccalà sono lo stesso tipo di pesce, il merluzzo ma conservati in due modi diversi: lo stoccafisso è essiccato (dal norvegese stokkfisk (pesce bastone) in riferimento alla rigidità del pesce una volta essiccato, il baccalà invece è sotto sale. In entrambi i casi vanno trattati prima di essere consumati. Lo stoccafisso va reidratato, io lo compro già "ammollato" :-) dal piscistoccaru

sabato 15 dicembre 2012

Insalata di arance e finocchi con olive nere, pomodori secchi e acciughe sott'olio

Mi sono resa conto che ultimamente ho inserito solo ricette dolci... corro subito ai ripari con una bella e gustosa insalata, che non è la solita "arance e finocchi" ma è un pò diversa, è resa ancora più buona dalla presenza del pomodoro secco tagliato a striscioline, dalle acciughe salate sott'olio, dal peperoncino e dalle olive nere piccole ma molto piccanti.
E' una ricetta da minimo sforzo e massimo rendimento e dato che il risultato è anche molto scenico, questa insalata può essere inserita a pieno titolo nel menù delle feste, farete sicuramente un figurone!
Le acciughe possono essere sostituite da un'aringa affumicata tagliata in piccoli pezzi. In questo caso vi consiglio di aggiungere anche due cipollotti freschi affettati finemente e lasciati spurgare in acqua fredda per una mezz'oretta.
Naturalmente, data la presenza del peperoncino, questa ricetta non è adatta ai bambini, per loro consiglio questa versione più semplice.



lunedì 10 dicembre 2012

Cubbàita di giuggiulena o torrone di sesamo della tradizione Siciliana, la ricetta per prepararlo a casa

La cubbàita di giuggiulena, è un dolce tipico della tradizione siciliana, in particolare del periodo natalizio.
In realtà qui in Sicilia lo chiamano anche "torrone" ma se vogliamo essere precisi si tratta di un vero e proprio croccante fatto con miele, zucchero, semi di sesamo, a volte mandorle e aromatizzato dalla scorza di un arancia o di un limone.
Come moltissimi dolci siciliani le origini della cubbaita vanno ricondotte agli arabi, il termine"qubbayt" che significa letteralmente mandorlato, viene inteso poi in un'accezione più vasta, includendo anche altra frutta secca come i pistacchi e il sesamo, la giuggiulena appunto (dall'arabo "giolgiogian" o "giulgiulgian").
La ricetta mi è stata passata a grandi linee dalla zia sicula acquisita, che è una miniera di sapere per quanto riguarda tutti i dolci della tradizione. Vi avverto è davvero buonissimo, ma è anche una bomba calorica, per cui va assaporato lentamente e con parsimonia! :-) 
Con questa versione, data  la presenza di una buona percentuale di miele, si ottiene un "torrone più morbido" rispetto all'originale, ma almeno così non si rischia di rompersi qualche dente! ;-)

sabato 27 ottobre 2012

Ossa di morto, i biscotti della tradizione siciliana

biscotti di pasta garofanata
Chi abita in Sicilia, saprà certamente che già dalla metà di ottobre le vetrine delle pasticcerie si riempiono  di meravigliosi cesti pieni zeppi di frutta martorana e di vassoi di "ossa di morto", biscottini di pasta garofanata. Una gioia per gli occhi, la frutta è talmente bella che sembra vera, e per il nostro palato anche se l'indice glicemico schizza alle stelle! 
Per me è stata una vera sorpresa scoprire che queste specialità vengono preparate in occasione della commemorazione dei defunti.  Infatti c'è un'antica tradizione che vuole che si faccia trovare ai bambini un dono e un cestino pieno di questi dolcetti, raccontando che è stato lasciato per loro da un nonno o una nonna che non c'è più.
A dire il vero ho trovato la cosa un pò macabra all'inizio, ma poi mio marito mi ha fatto capire che in realtà, il significato di questa tradizione sta nel far vivere ai bambini questo giorno come un giorno di festa, infatti qui si chiama "la festa dei morti", per celebrare con il sorriso dei bambini il ricordo della vita di chi non c'è più.
E allora, in un momento come questo di globalizzazione, dove ormai le zucche ed i mostri di Halloween sono

mercoledì 3 ottobre 2012

Petti di pollo al limone con capperi di Salina

Oggi vi porto un pò di profumi e di colori Siciliani con un secondo molto gustoso, leggero e soprattutto semplice da preparare!
Questa è una ricetta che faccio spesso, specie la domenica, tanto che ormai la associamo tutti al profumo del limone che invade la cucina!
I petti di pollo al limone e capperi di Salina sono una valida alternativa alla solita fettina grigliata, la cottura in forno permette di ottenere una superficie dorata e leggermente croccante, mentre all'interno la carne di mantiene morbida.
Nonostante il gusto molto aromatico, alla piccolapeste piacciono molto, anche se riesce sempre a scartare i capperi con precisione chirurgica! :-)
Attenzione alle dimensioni dei petti di pollo perchè se sono troppo piccoli la carne poi risulterà asciutta e stopposa, se sono troppo grandi invece bisognerà aumentare i tempi di cottura.
La ricetta l'ho presa dal libro "Isole di Sicilia" della grande cucina regionale del Corriere della Sera.

venerdì 31 agosto 2012

Cotolette di pesce spada per bambini cotte al forno

Oggi è venerdì e non so perchè associo sempre venerdì = pesce, perciò oggi niente dolci (promessa mantenuta! ) ma un bel secondo piatto a base di pesce che potrete dare anche ai più piccoli che abbiano compiuto un anno: le cotolette di pesce spada cotte al forno.
La ricetta è molto semplice, di quelle da minimo sforzo e massimo rendimento e piacerà molto ai bimbi, i miei ne vanno matti, perchè il pesce si mantiene morbido (e quindi è di facile masticazione) ed è racchiuso in una crosticina croccante e saporita! E cosa da non sottovalutare non contiene spine! :-)
Il pesce spada è un pesce che dal punto di vista nutrizionale è un'ottima fonte di proteine, di vitamina B12, B6, niacina, fosforo e selenio, inoltre è un pesce poco grasso. L'unica accortezza da tenere in conto è che non va mangiato spesso e in gran quantità perchè come tutti i pesci di taglia grossa (come il tonno ad es., anche quello nelle scatolette) accumulano nelle loro carni metalli pesanti purtoppo a causa dell'inquinamento.
Come scegliere quando si va dal pescivendolo e non avere brutte soprese? La carne deve essere soda e compatta, il colore deve essere rosato e non  giallo e per essere sicuri

venerdì 24 agosto 2012

Granita alle mandorle

Ed eccomi nuovamente qui! In realtà non me ne sono mai andata, ma il caldo di questi ultimi giorni mi ha completamente sopraffatta e la voglia di stare al pc per scrivere post è venuta meno!
Ci stiamo godendo gli ultimi giorni d'estate, andando al mare il pomeriggio prima dell'inizio della scuola.
Poi diciamoci la verità... si cucina il minimo indispensabile!
E allora posto l'ennesima ricetta dolce...è l'ultima, poi la smetto giuro!!! :-) Ma... cosa c'è di meglio di una granita rinfrescante quando il caldo africano la fa da padrone? Eh qui in Sicilia la sanno lunga!  :-) 
Per fare la granita di mandorle esistono diversi metodi, o si parte dal latte di mandorla (potete utilizzare anche quello comprato in brick) o dal panetto di pasta di mandorle (si trova nei supermercati ben forniti o nei negozi di specialità tipiche) o direttamente dalle mandorle.
Vi illustrerò il primo e l'ultimo metodo!
In questa granita mi piace mettere anche un pizzico di cannella (come l'ho mangiata a Catania e a Siracusa) se preferite potete non metterla ma secondo me rende il sapore più completo, il miele, oltre ad insaporire, serve a

lunedì 13 agosto 2012

Le brioches "col tuppo"per la granita siciliana alla fragola

Vi ho già parlato della colazione siciliana con granita e brioche in altri post, scrivendo che presto avrei postato la ricetta per fare la brioche particolare, quella con il tuppo, che si gusta insieme!
Dopo aver provato varie ricette, (anche quella del libro "la cucina Siciliana") quando ho visto l'ultimo post del maestro Adriano, mio guru della panificazione &Co., proprio con la descrizione perfetta per fare le brioches sicule, non ho resistito e nonostante il caldo tremendo dei giorni scorsi, ho acceso il forno e le ho fatte! :-D Non me ne sono pentita! La sudata vicino al forno acceso è stata ripagata dalla bontà e dalla sofficità di queste brioches! E poi volete mettere la soddisfazione di fare colazione con granite e brioches fatte tutte rigorosamente in casa? :-D
A dire il vero non ho seguito le istruzioni del Maestro alla lettera (che Adriano non me ne voglia) non ho usato la farina manitoba perchè non l'avevo in casa, ma la farina ti tipo 0, non ho usato lo strutto (che come sapete proprio non lo userò mai!) e ho aggiunto all'impasto le scorzette di limone e di arancia perchè secondo me andavano messe!

lunedì 6 agosto 2012

Spaghetti al pesto di mandorle e una gita a Patti per la giornata della ceramica

Giovedì scorso sono stata invitata a partecipare alla seconda giornata della ceramica indetta dalla città di Patti, con i ceramisti di Patti, Santo Stefano di Camastra, Caltagirone e Sciacca. 
Un invito che non potevo rifiutare perchè fatto da una donna speciale e perchè durante la manifestazione erano previsti, oltre alle dimostrazioni di foggiatura e decorazione, laboratori creativi per i bambini.
A dire il vero, io non avevo bisogno di sapere e di vedere come nasce un piatto di ceramica.
Per me che fino a qualche anno fa sguazzavo fino al collo (nel vero senso della parola) nell'argilla, negli smalti e nei pigmenti, e che lottavo con un forno così lungo che per controllarlo dall'inizio alla fine mi sarebbero stati molto utili una bicicletta o un paio di pattini, è stato un tuffo nel passato: rivedere gli amici con cui  ho lavorato a stretto contatto e con cui affrontavamo problemi seri sempre con il sorriso sulle labbra e scoprire che l'affetto reciproco è rimasto immutato mi ha fatto veramente molto piacere.
Ed è stato emozionante toccare nuovamente un pezzo di impasto (di argilla) e plasmarlo insieme alla mia

domenica 29 luglio 2012

Couscous con peperoni, cipolle e olive delle Isole di Sicilia

Il couscous è uno dei miei piatti preferiti: tantissimi granellini di semola "incocciati" pazientemente da mani sapienti  nella "mafaradda", una tipica ciotola di ceramica, e cotti a vapore sulla "kuskusera" che non va semplicemente appoggiata sulla pentola in cui bolle l'acqua ma va "incollata" con un cordone di pasta  fatta con farina e acqua. Un piatto antico e condito qui in Sicilia in mille modi diversi, con tutto quello che la natura mette a disposizione: il pesce, le verdure e raramente la carne.  Esiste anche una versione dolce, buonissima, condita con miele, canditi, mandorle e pistacchi.
No, il couscous che vedete non l'ho incocciato io, ci vuole veramente troppo tempo, non l'ho mai fatto, l'ho visto fare e in effetti, come per tutte le cose, quello non industriale è completamente diverso.
Seppure creda che la morte sua sia con la zuppa di pesce pantesca, tipica delle isole Egadi,  è buonissimo anche con delle semplici verdure come i peperoni e le cipolle che ne fanno un piatto colorato, profumato, saporito e soprattutto leggero.


mercoledì 25 luglio 2012

Il latte di mandorla, la ricetta per farlo a casa senza panetto

Questo post era programmato dopo altri, ma se è vero che un blog rispecchia molto la personalità di chi lo scrive è altrettanto vero che a volte non si riescono a trovare le parole. 
Ho bisogno di bianco, ho bisogno di vedere tutto luminoso e di sapere che tutto andrà sempre benissimo.
Non so spiegarvi quello che mi sta succedendo, così come non so spiegarlo a me stessa o a chi mi sta vicino, sicuramente il colpo finale è stato lo shock che ho avuto domenica quando la mia bambina, Chiara, la piccolapeste di questo blog, è svenuta all'improvviso mentre giocavamo in spiaggia. Ero sola, come al solito, con i due bambini e mi sono sentita veramente disperata. 
Il pediatra mi ha tranquillizzata e dopo una lunghissima visita ha sentenziato che si è trattato di una perdita improvvisa di sali minerali, ma i miei occhi e il mio cuore difficilmente riusciranno a cancellare quello che hanno visto e sentito. 
Lo so che tanti genitori disgraziatamente devono affrontare realtà inconcepibili, e che il cuore di una mamma deve essere forte, ma solo per questa volta perdonate il mio piccolo sfogo!

domenica 6 maggio 2012

Pasta cu l'ancioi e 'a muddica alla siciliana (pasta con alici e mollica tostata)

Mentre sto scrivendo questo post mi sto rendendo conto di quanto in dieci anni la cultura culinaria siciliana (e non solo questa) mi sia entrata nel cuore. Basta vedere i miei post: ci sono più piatti siculi che napoletani! 
E vabbè...me ne farò una ragione! ;-)
Questa ricetta mi è stata insegnata, come tutte le preparazioni a base di pesce, da mia suocera che come vi ho già raccontato quanto a pesce ne sa una più del diavolo!
Non potete immaginare la bontà delle sue polpette di pesce spada...prima o poi le farò ma non sarà mai la stessa cosa! 
Passiamo alla pasta cu l'ancioi e 'a muddica (prima di scrivere, mi sono ampiamente documentata eh!? se è sbagliato prendetevela con il siculo).  
Si può preparare in tanti modi: con le acciughe salate o fresche, "bianca" o "rossa"(con il concentrato di pomodoro o con i pomodorini freschi), con le foglioline di menta o con il prezzemolo, con o senza peperoncino, con la mollica tostata con o senza olio: insomma in qualsiasi modo lo vogliate preparare, questo piatto di pasta, all'apparenza molto povero, non vi deluderà ma vi sorprenderà per la delicatezza del sapore e per il contrasto sotto il palato dato dalla mollica tostata.

giovedì 3 maggio 2012

la granita al cioccolato per Vera

Non so da voi ma qui in Sicilia è iniziata la "stagione", quella bella, quella dei bagni, del sole, del caldo e di conseguenza anche dei gelati e delle granite!
In effetti fare colazione inzuppando una bella brioche "col tuppo" in un bicchiere colmo di granita al cioccolato (quella siciliana eh!?) e panna ti fa dimenticare qualsiasi problema.
Probabilmente se non fosse stato per il contest di Vera "La poesia del cioccolato" non avrei neppure provato a realizzarla a casa.
Per lei, che è bravissima, avevo intenzione preparare qualcosa di molto "cioccolattoso" ma al tempo stesso fresco, senza dover accendere il forno! Proprio per questo ho pensato alla granita: il gusto del cioccolato è vellutato e fresco ma non come nel gelato... è qualcosa di diverso, è puro perchè non è stemperato dal latte e dalla panna ma c'è anche la cremosità data dal cioccolato fondente.  E poi è una cosa semplice e chi l'ha detto che le cose tanto semplici non siano altrettanto buone? :-D
Unico neo: crea fortemente dipendenza! Poi non dite di non essere stati avvertiti!! ! :-)
Credo che la citazione che più si addica ad accompagnare

mercoledì 4 aprile 2012

Cuddure cull'ova

Dopo i panini di cena , un'altra specialità del periodo pasquale legata alla tradizione siciliana è la "cuddura cull'ova".
E' ai greci che se ne deve l'origine: il termine "cuddura" deriva infatti dal greco "koullura" che significa "corona" ed era così che venivano chiamati dei pani votivi a forma di ciambella, portati infilati in un bastone o nel braccio, da offrire in dono agli dei.
La presenza delle uova va ricondotta ad antichi riti pagani in occasioni dei quali era uso scambiarsi le uova come simbolo di fecondità.
Con il passare dei secoli questa tradizione, come molte altre, sono state ricondotte al cristianesimo e la cuddura è diventato un dolce pasquale, le uova come simbolo della Pasqua in generale e della rinascita e della resurrezione in particolare.
Le forme sono moltissime: corona intrecciata, campana, colomba stilizzata, cuore, il panierino, 'u panaru che si dona per augurare abbondanza. In tutte però il comune denominatore sono le uova messe sempre in numero dispari (ma non chiedetemi il perchè!)

giovedì 8 settembre 2011

Codiglione di Alalonga 'ca cipuddata

Da quando vivo in Sicilia ho scoperto ed imparato moltissimi modi di cucinare il pesce.
L'alalonga ad esempio l'avevo sempre mangiata alla brace, mia suocera invece mi ha insegnato un gran numero di ricette tipiche della tradizione siciliana e quella che posto oggi, pensata appositamente per la cuochina  e per il suo contest "Aceto sopraffino", è una di queste!
Il codiglione d'alalonga 'ca cipuddata, ovvero il codiglione, il

venerdì 26 agosto 2011

Braciole alla messinese

Anche oggi, come per le alici panate, guest star nella cucina di bollibollipentolino la nonna di Piccolapeste e di Gnucco, mia suocera, che ci insegnerà come preparare le vere braciole alla messinese. Mia suocera che è di Noto in realtà, ha imparato da sua suocera di Messina... insomma qui le ricette si tramandano di suocera in suocera!  ^__^  
Per "braciole" in qualunque altro posto d'Italia si intendono comunemente le costolette di maiale o qualsiasi altro tipo di carne arrostita.

giovedì 14 luglio 2011

La granita al pistacchio

Lo sapevate che i pistacchi oltre ad essere buonissimi, tolgono anche il medico di torno? Infatti sono una miniera di potassio, calcio, fosforo, magnesio, vitamina A, vitamina B6, polifenoli (antiossidanti) e grassi insaturi (quelli che fanno bene al cuore per intenderci)! Poi se li usiamo per fare la granita ci piacciono ancora di più! Oltre a farci bene, con questo caldo abbiamo bisogno di un maggiore apporto di sali minerali, e ci rinfreschiamo pure il palato!!

mercoledì 8 giugno 2011

Spaghetti pomodorini pachino & alici a beccafico



Ok ok... qui le alici "nnì piaciunu"!
Accantonato per ora  il progetto "biscottini" a forma di orsetto, stasera a mio marito la scelta:
1. Lui: fritte... io: "no fritte no dài... mi appesto la casa e non fanno bene";
2. Lui: a tortino... io: "Piccolapeste quello chissà perchè non lo mangia..."
3. Lui: e a polpettine?? :D... io: "mubble mubble...noooo...non abbiamo le patate .... sob"...(però le farò presto!)
4. E se le facessimo a beccafico come le sarde? "Si si!!! a beccafico si!!!"

domenica 5 giugno 2011

"biscottini" a forma di pesciolino e le alici impanate cotte al forno

Eh già caro lettore! Tu penserai dal titolo di questo post di trovarti di fronte ad una ricetta di biscotti per fare merenda!! E invece no! Eh no!! Qui di dolce non c'è proprio nulla!! Anche se piccolapeste oggi se li è mangiati pure a merenda tanto le sono piaciuti questi "biscottini"! Si però perchè li chiamiamo biscottini?? Ehhhhhhh... perchè Piccolapeste ha creduto di mangiare biscottini... O_O'
Tutte le sere, quando la metto a nanna,
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