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martedì 26 febbraio 2013

Gelo di arancia, la ricetta della tradizione siciliana

Toc, toc?
Ci siete ancora? :-)
Rientro in punta di piedi  in questo mio spazio trascurato da due mesi a questa parte... sono tanti eh!
Beh per una buona causa! ;-)
Ve la farò breve: nel giro di poco tempo abbiamo stravolto le nostre vite, le abbiamo impacchettate per bene in tanti, troppi scatoloni di cartone e ci siamo trasferiti in un'altra città, in un'altra regione, sono tornata a casa dopo 10 anni di lontananza,  ho recuperato dal chiodo il mio camice tutto bucato da chimico, il piccolo Alessandro ha compiuto nel frattempo 2 anni e ha iniziato ad andare all'asilo nido, Chiaretta-piccolapeste è felice della nuova scuola, della nuova casa con il giardino e con una mansarda tutta per i suoi giochi, dei nuovi amichetti, della nuova vita, anche se le manca molto il papà che in attesa di trasferimento è rimasto a lavorare a Messina e torna a casa nei week-end... quando è possibile...
Ecco il perchè di questa mia lunga assenza!
Se sono contenta? certamente si, anche se vi confesso che è stata ed è molto dura, specialmente perchè i bimbi sentono la mancanza del papà. il piccolo in un mese si è già

martedì 1 gennaio 2013

Estonian Kringle, la ricetta per prepararla a casa e buon 2013!

Buon Anno!!!
Che questo 2013 cari amici vi porti tanta tanta felicità e serenità!
Festeggiamo insieme con una fetta di questa corona Estone.
La prima volta che l'ho vista è stato diversi anni fa a Tallin in Estonia, e l'avevo classificata come impossibile da realizzare, poi Alessandra l'anno scorso ha postato la ricetta tradizionale e l'avevo appuntata ma quando poi l'ho rivista da Patrizia non ho potuto più aspettare e mi sono messa immediatamente con le mani in pasta! Sono rimasta molto sorpresa perchè contro ogni mia aspettativa la preparazione è davvero semplice, ed ora non faccio altro che sfornare queste meravigliose corone, anche qui a casa di mia mamma! 

La ricetta che ho utilizzato è quella di Patrizia che a sua volta l'ha presa da qui, io l'ho solo modificata un pò dopo averne sfornate parecchie perchè mi sono accorta che in questo modo l'impasto viene ancora più morbido!

lunedì 10 dicembre 2012

Cubbàita di giuggiulena o torrone di sesamo della tradizione Siciliana, la ricetta per prepararlo a casa

La cubbàita di giuggiulena, è un dolce tipico della tradizione siciliana, in particolare del periodo natalizio.
In realtà qui in Sicilia lo chiamano anche "torrone" ma se vogliamo essere precisi si tratta di un vero e proprio croccante fatto con miele, zucchero, semi di sesamo, a volte mandorle e aromatizzato dalla scorza di un arancia o di un limone.
Come moltissimi dolci siciliani le origini della cubbaita vanno ricondotte agli arabi, il termine"qubbayt" che significa letteralmente mandorlato, viene inteso poi in un'accezione più vasta, includendo anche altra frutta secca come i pistacchi e il sesamo, la giuggiulena appunto (dall'arabo "giolgiogian" o "giulgiulgian").
La ricetta mi è stata passata a grandi linee dalla zia sicula acquisita, che è una miniera di sapere per quanto riguarda tutti i dolci della tradizione. Vi avverto è davvero buonissimo, ma è anche una bomba calorica, per cui va assaporato lentamente e con parsimonia! :-) 
Con questa versione, data  la presenza di una buona percentuale di miele, si ottiene un "torrone più morbido" rispetto all'originale, ma almeno così non si rischia di rompersi qualche dente! ;-)

venerdì 23 novembre 2012

Nusät, il tortino di zucca con le noci della tradizione lombarda delle Sette Cene

Sono sempre alla ricerca di ricette sfiziose per cucinare le verdure e per renderle più appetibili ai miei bimbi, così quando ho visto la ricetta di questo tortino di zucca sulla Cucina Italiana di Ottobre scorso non ho potuto resistere e l'ho provato subito! Non conosco la cucina lombarda per cui già il nome mi ha incuriosito tantissimo. Il Nusät è un piatto molto antico, sembra infatti che le sue origini risalgano al Medioevo, tipico della cucina povera lombarda, in particolare dell'Oltrepò Pavese. Probabilmente deve il suo nome all'utilizzo della noce moscata fra gli ingredienti, con il tempo poi, interpretando male il nome, si incominciò a decorare con gherigli di noce.
La ricetta tramandata di generazione in generazione si è arricchita di tanti ingredienti dalla mostarda ai canditi, alle uvette, dalle mandorle, al mascarpone, alla polvere di cacao. Tuttavia il nusät originale è una modesta torta salata, composta con i pochi semplici ingredienti che erano disponibili in inverno nelle campagne: polpa di zucca, una presa di sale, pangrattato e formaggio grana legati insieme con un uovo e un soffritto di olio, burro e cipolla.

C'è anche una storia legata a questo tortino, quella delle

lunedì 19 novembre 2012

La casetta di panpepato, il tutorial e tutti i trucchi per realizzarla con i bambini

"Ma che strano che cosa vedo
è impossibile no non ci credo,
una casetta di marzapane, 
davanti a noi che abbiamo fame!
Il tetto è dolce biscotto
Non ci credo, mi dai un pizzicotto?
Il comignolo è dolce torrone
di canditi è il gelato il balcone
Le persiane son di cioccolata
ed i muri di panna montata
wafer squisito è la porta
molto meglio di qualsiasi torta!
Ma che strano che cosa vedo
è impossibile no non ci credo,
una casetta di marzapane,
davanti a noi che abbiamo fame!

sabato 27 ottobre 2012

Ossa di morto, i biscotti della tradizione siciliana

biscotti di pasta garofanata
Chi abita in Sicilia, saprà certamente che già dalla metà di ottobre le vetrine delle pasticcerie si riempiono  di meravigliosi cesti pieni zeppi di frutta martorana e di vassoi di "ossa di morto", biscottini di pasta garofanata. Una gioia per gli occhi, la frutta è talmente bella che sembra vera, e per il nostro palato anche se l'indice glicemico schizza alle stelle! 
Per me è stata una vera sorpresa scoprire che queste specialità vengono preparate in occasione della commemorazione dei defunti.  Infatti c'è un'antica tradizione che vuole che si faccia trovare ai bambini un dono e un cestino pieno di questi dolcetti, raccontando che è stato lasciato per loro da un nonno o una nonna che non c'è più.
A dire il vero ho trovato la cosa un pò macabra all'inizio, ma poi mio marito mi ha fatto capire che in realtà, il significato di questa tradizione sta nel far vivere ai bambini questo giorno come un giorno di festa, infatti qui si chiama "la festa dei morti", per celebrare con il sorriso dei bambini il ricordo della vita di chi non c'è più.
E allora, in un momento come questo di globalizzazione, dove ormai le zucche ed i mostri di Halloween sono

martedì 9 ottobre 2012

La Calamarata della Costiera Amalfitana

Qualche giorno fa mia suocera mi ha portato dei bellissimi calamari, ma quando li ha visti la terribile piccolapeste la reazione è stata questa e la cito testualmente: "io mangiare i calamari? dico, mamma sei impazzita? ma sai quanti poveri calamari sono stati ammazzati????"
°__° Ecco queste cose non te le aspetti da una bambina di 5 anni... vabbè a parte il "paliatone" (e cioè il rimprovero) che si è beccata per avermi parlato in quel modo, l'educazione prima di tutto, ormai il calamaro era stato ammaz..aehm "pescato" e sarebbe stato un vero peccato non mangiarlo...no? :-D 
Così ho pensato che il migliore "occultamento" sarebbe stato con la pasta che si chiama appunto "calamarata" perchè il formato è simile agli anelli dei calamari e si confonde con questi. 
Questa ricetta è della mia tradizione campana, è tipica della costiera amalfitana, ma ormai questo formato di pasta si trova ovunque.
Era tantissimo tempo che non la mangiavo, e se chiudo gli occhi per un attimo, mi ritrovo con la brezza sul viso, ventenne, sulla barca a vela di mio papà ancorata a largo della spiaggetta di Santa Croce vicino ad Amalfi, quella con l'arco naturale, ad aspettare, dopo lunghe nuotate e tuffi in quel mare cristallino, che il ristorante sulla spiaggia ci

lunedì 13 agosto 2012

Le brioches "col tuppo"per la granita siciliana alla fragola

Vi ho già parlato della colazione siciliana con granita e brioche in altri post, scrivendo che presto avrei postato la ricetta per fare la brioche particolare, quella con il tuppo, che si gusta insieme!
Dopo aver provato varie ricette, (anche quella del libro "la cucina Siciliana") quando ho visto l'ultimo post del maestro Adriano, mio guru della panificazione &Co., proprio con la descrizione perfetta per fare le brioches sicule, non ho resistito e nonostante il caldo tremendo dei giorni scorsi, ho acceso il forno e le ho fatte! :-D Non me ne sono pentita! La sudata vicino al forno acceso è stata ripagata dalla bontà e dalla sofficità di queste brioches! E poi volete mettere la soddisfazione di fare colazione con granite e brioches fatte tutte rigorosamente in casa? :-D
A dire il vero non ho seguito le istruzioni del Maestro alla lettera (che Adriano non me ne voglia) non ho usato la farina manitoba perchè non l'avevo in casa, ma la farina ti tipo 0, non ho usato lo strutto (che come sapete proprio non lo userò mai!) e ho aggiunto all'impasto le scorzette di limone e di arancia perchè secondo me andavano messe!

lunedì 6 agosto 2012

Spaghetti al pesto di mandorle e una gita a Patti per la giornata della ceramica

Giovedì scorso sono stata invitata a partecipare alla seconda giornata della ceramica indetta dalla città di Patti, con i ceramisti di Patti, Santo Stefano di Camastra, Caltagirone e Sciacca. 
Un invito che non potevo rifiutare perchè fatto da una donna speciale e perchè durante la manifestazione erano previsti, oltre alle dimostrazioni di foggiatura e decorazione, laboratori creativi per i bambini.
A dire il vero, io non avevo bisogno di sapere e di vedere come nasce un piatto di ceramica.
Per me che fino a qualche anno fa sguazzavo fino al collo (nel vero senso della parola) nell'argilla, negli smalti e nei pigmenti, e che lottavo con un forno così lungo che per controllarlo dall'inizio alla fine mi sarebbero stati molto utili una bicicletta o un paio di pattini, è stato un tuffo nel passato: rivedere gli amici con cui  ho lavorato a stretto contatto e con cui affrontavamo problemi seri sempre con il sorriso sulle labbra e scoprire che l'affetto reciproco è rimasto immutato mi ha fatto veramente molto piacere.
Ed è stato emozionante toccare nuovamente un pezzo di impasto (di argilla) e plasmarlo insieme alla mia

mercoledì 25 luglio 2012

Il latte di mandorla, la ricetta per farlo a casa senza panetto

Questo post era programmato dopo altri, ma se è vero che un blog rispecchia molto la personalità di chi lo scrive è altrettanto vero che a volte non si riescono a trovare le parole. 
Ho bisogno di bianco, ho bisogno di vedere tutto luminoso e di sapere che tutto andrà sempre benissimo.
Non so spiegarvi quello che mi sta succedendo, così come non so spiegarlo a me stessa o a chi mi sta vicino, sicuramente il colpo finale è stato lo shock che ho avuto domenica quando la mia bambina, Chiara, la piccolapeste di questo blog, è svenuta all'improvviso mentre giocavamo in spiaggia. Ero sola, come al solito, con i due bambini e mi sono sentita veramente disperata. 
Il pediatra mi ha tranquillizzata e dopo una lunghissima visita ha sentenziato che si è trattato di una perdita improvvisa di sali minerali, ma i miei occhi e il mio cuore difficilmente riusciranno a cancellare quello che hanno visto e sentito. 
Lo so che tanti genitori disgraziatamente devono affrontare realtà inconcepibili, e che il cuore di una mamma deve essere forte, ma solo per questa volta perdonate il mio piccolo sfogo!

mercoledì 13 giugno 2012

Mercoledì social: Emilia mon amour, brazadèla, buslàn o semplicemente ciambella!

Micol e Cecilia del blog Muffin e dintorni, hanno deciso di dedicare il loro mercoledì social ad una raccolta di ricette emiliane, Emilia mon amour, per far conoscere il più possibile le eccellenze gastronomiche ed i piatti tipici della regione. Tutte le ricette pervenute entro il 27 giugno, verranno inserite in un ebook, e con i proventi ricavati dalla sua vendita sarà possibile dare un aiuto concreto a chi è stato colpito dal sisma. Su twitter è possibile seguire l'iniziativa con l'hastag  #foodbloggerperlEmilia.
Non potevo esimermi dal dare un piccolo contributo!
Ho voluto scegliere la ciambella casereccia di pasta dura, perfetta per la colazione o da intingere nel vino, un dolce classico, semplicissimo, appartenente alla cucina povera contadina, ma al tempo stesso ottimo, che sa di altri tempi, fatto con pochi ingredienti miscelati sapientemente: le uova, la farina, il latte e il burro. 
La ricetta che vi propongo l'ho presa dal libro "Pane e roba dolce" delle mitiche Sorelle Simili, qui viene chiamata ciambella casereccia, ma è nota anche con diversi nomi dialettali, come buslàn, bensone, belsone oppure brazadèla.
Questo dolce, che può essere tondo con il buco al centro o a forma di filone, veniva fatto solitamente a novembre nel

sabato 7 aprile 2012

la pastiera napoletana e tanti auguri di buona Pasqua!

La pastiera è uno di quei capisaldi della cucina napoletana e le sue origini, molto antiche, si confondono tra mito e leggenda.
Si narra che la sirena Partenope restò incantata di fronte alla bellezza del golfo di Napoli che si estende tra Posillipo ed il Vesuvio e decise di fissare lì la sua dimora.  
Ogni primavera la bella sirena emergeva dalle acque ed allietava con il suo canto gli abitanti del golfo.
La sua voce era così soave che tutti accorrevano rapiti ed affascinati per ascoltarla.
E così gli abitanti dei villaggi del golfo, commossi per i canti così dolci e pieni d'amore a loro dedicati, decisero di ringraziare Partenope con quello che avevano di più prezioso: inviarono al cospetto della sirena sette fra le fanciulle più belle recanti in dono sette cesti pieni di farina, forza e ricchezza della campagna, ricotta, omaggio di pastori e pecorelle, uova, simbolo della vita che sempre si rinnova, grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura, l'acqua di fiori d'arancio, perché anche i

mercoledì 4 aprile 2012

Cuddure cull'ova

Dopo i panini di cena , un'altra specialità del periodo pasquale legata alla tradizione siciliana è la "cuddura cull'ova".
E' ai greci che se ne deve l'origine: il termine "cuddura" deriva infatti dal greco "koullura" che significa "corona" ed era così che venivano chiamati dei pani votivi a forma di ciambella, portati infilati in un bastone o nel braccio, da offrire in dono agli dei.
La presenza delle uova va ricondotta ad antichi riti pagani in occasioni dei quali era uso scambiarsi le uova come simbolo di fecondità.
Con il passare dei secoli questa tradizione, come molte altre, sono state ricondotte al cristianesimo e la cuddura è diventato un dolce pasquale, le uova come simbolo della Pasqua in generale e della rinascita e della resurrezione in particolare.
Le forme sono moltissime: corona intrecciata, campana, colomba stilizzata, cuore, il panierino, 'u panaru che si dona per augurare abbondanza. In tutte però il comune denominatore sono le uova messe sempre in numero dispari (ma non chiedetemi il perchè!)

venerdì 30 marzo 2012

"Panuzzi 'i cena", i panini di cena messinesi

Era fine marzo-inizio aprile di tanti anni fa e, scesa dalla Caronte, il traghetto che fa la spola tra Villa S. Giovanni e Messina, sono stata letteralmente investita dal profumo.
Già, perchè chi è nato in Sicilia a queste cose non ci fa caso, ci è abituato, ma per me che sono una "forestiera" che viene dal "continente", come dicono qui ;),  è una sorpresa ogni volta, e non mi ci sono ancora abituata.
Non è un profumo qualsiasi e non è sempre lo stesso durante l'anno. 
E' il periodo della fioritura delle zagare, la cui fragranza è soave, inebriante e ti entra dentro.
Ma non è solo questo.
Basta camminare in città e passare semplicemente a qualche isolato di distanza da un "laboratorio" di pasticceria, perchè qui, a pieno diritto, si chiama così, che si resta ammaliati e ti viene voglia di seguire, quasi in trance, quel sentore di mandorle, di pistacchi , di cannella e chissà cos'altro, come faceva Obelix  nei cartoni di quando ero piccola.
Oppure basta passare vicino ad un panificio e allora è la fine:  tutto intorno è  odore di pane caldo appena sfornato,
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