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martedì 9 ottobre 2012

La Calamarata della Costiera Amalfitana

Qualche giorno fa mia suocera mi ha portato dei bellissimi calamari, ma quando li ha visti la terribile piccolapeste la reazione è stata questa e la cito testualmente: "io mangiare i calamari? dico, mamma sei impazzita? ma sai quanti poveri calamari sono stati ammazzati????"
°__° Ecco queste cose non te le aspetti da una bambina di 5 anni... vabbè a parte il "paliatone" (e cioè il rimprovero) che si è beccata per avermi parlato in quel modo, l'educazione prima di tutto, ormai il calamaro era stato ammaz..aehm "pescato" e sarebbe stato un vero peccato non mangiarlo...no? :-D 
Così ho pensato che il migliore "occultamento" sarebbe stato con la pasta che si chiama appunto "calamarata" perchè il formato è simile agli anelli dei calamari e si confonde con questi. 
Questa ricetta è della mia tradizione campana, è tipica della costiera amalfitana, ma ormai questo formato di pasta si trova ovunque.
Era tantissimo tempo che non la mangiavo, e se chiudo gli occhi per un attimo, mi ritrovo con la brezza sul viso, ventenne, sulla barca a vela di mio papà ancorata a largo della spiaggetta di Santa Croce vicino ad Amalfi, quella con l'arco naturale, ad aspettare, dopo lunghe nuotate e tuffi in quel mare cristallino, che il ristorante sulla spiaggia ci

domenica 16 settembre 2012

Polpettone morbidissimo allo yogurt per bambini intolleranti alle uova

Ormai è una consuetudine: la domenica sera si cena con il polpettone! E' il nostro comfort food preferito! :-)
Piace molto ai bambini, soprattutto alla piccolapeste (miracolo!!) è senza uova, quindi perfetto per i bimbi intolleranti, e quello che resta, finisce il lunedì nella "truscia" del papà per il pranzo in ufficio.
Ci vuole davvero pochissimo tempo per prepararlo, diciamo che per me è una specie di "svuotafrigo" ogni volta è diverso perchè dentro ci metto tutto quello che è rimasto: dalle verdure cotte (quelle del brodo vegetale ad esempio, ma anche fagiolini bolliti e sugo di pomodoro!) alla ricotta e/o pezzettini di formaggio.
Data la presenza di una certa quantità di pane secco, può costituire tranquillamente un piatto unico.
Al posto delle uova, come ho già fatto per queste polpettine di pollo, utilizzo il mio yogurt magro: il risultato è un impasto molto morbido che resta tale anche dopo la cottura nel forno.
Questa è la versione senza verdure, in genere quando le aggiungo le frullo con il frullatore ad immersione per occultarle agli occhi "diffidenti e analizzatori" dei bimbi e aumento la quantità di parmigiano (2 cucchiai) e di pane (1/3 panino) perchè l'impasto non sia troppo molle.

sabato 7 aprile 2012

la pastiera napoletana e tanti auguri di buona Pasqua!

La pastiera è uno di quei capisaldi della cucina napoletana e le sue origini, molto antiche, si confondono tra mito e leggenda.
Si narra che la sirena Partenope restò incantata di fronte alla bellezza del golfo di Napoli che si estende tra Posillipo ed il Vesuvio e decise di fissare lì la sua dimora.  
Ogni primavera la bella sirena emergeva dalle acque ed allietava con il suo canto gli abitanti del golfo.
La sua voce era così soave che tutti accorrevano rapiti ed affascinati per ascoltarla.
E così gli abitanti dei villaggi del golfo, commossi per i canti così dolci e pieni d'amore a loro dedicati, decisero di ringraziare Partenope con quello che avevano di più prezioso: inviarono al cospetto della sirena sette fra le fanciulle più belle recanti in dono sette cesti pieni di farina, forza e ricchezza della campagna, ricotta, omaggio di pastori e pecorelle, uova, simbolo della vita che sempre si rinnova, grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura, l'acqua di fiori d'arancio, perché anche i

martedì 27 dicembre 2011

Gli struffoli, la ricetta della tradizione napoletana

Se penso al Natale e alle feste natalizie la prima cosa che mi viene in mente, e scusate l'eresia, prima dell'albero, prima delle decorazioni e dei regali, sono gli Struffoli, un dolce tipico napoletano. A casa mia da che ne ho ricordo non sono mai mancati sulla tavola della vigilia e delle feste e nonostante ora viva in Sicilia, cerco di portare avanti le  mie tradizioni, perchè per me non è festa senza un bel piatto di queste palline fritte e ricoperte di miele canditi e " 'e diavulille" (i confettini colorati)! Mia mamma, che è bravissima, prepara anche il cestino di croccante in cui tradizione vuole che vengano seviti gli struffoli. Quest'anno mi è successo di tutto e non sono riuscita a farlo, chissà se riesco per capodanno!
Ogni famiglia, come per la famosa pastiera, ha la sua ricetta, esistono tantissime varianti e ognuno ritiene che la propria sia quella originale! Mia nonna, quando ero piccola mi raccontava che gli struffoli più buoni venivano fatti nei conventi dalle monache, a Napoli  le "cape 'e pezza", che li portavano in dono alle facoltose famiglie nobili che avevano finanziato qualche opera di carità.

sabato 6 agosto 2011

Frittata di maccheroni...Finger!!

Nella mia cucina non posso fare assolutamente a meno di due cose: la prima è il mio libro di Jeanne Caròla Francesconi "La Cucina Napoletana". Sarà che ho imparato a cucinare con questo libro, sarà che ci tengo alle mie origini, sarà pure che è spiegato tutto in maniera semplice semplice e che non mi ha mai deluso nessuna ricetta... insomma Jeanne Caròla forever!! La seconda ma non meno importante: non posso fare a meno di "riadattare" facendo mie le suddette ricette tradizionali

sabato 9 luglio 2011

Fiorilli fritti

Questo è un altro piatto che ha il sapore della mia infanzia! I fiorilli fritti ( o meglio la pasta cresciuta con i fiorilli, i fiori delle zucchine) per me equivalgono a vacanze da scuola, giornate intere passate a giocare con i lego su un grande tavolo nel patio o sui pattini attaccata dietro alla bici di mio fratello,le ginocchia sbucciate, il sole, i tuffi dagli scogli!! Quanti bei ricordi!!! Ehhhhh già!
Ok...fritto...direte voi...uhmmm... ma una volta ogni mille mai si può anche fare no??

martedì 24 maggio 2011

Mini gateau di patate per bambini e la storia del GattoSafari: le nuove avventure di Pagnotta Zampalesta


Ovvero Mini "gattò" di patate
"Gattò" sta per gateau, a Napoli si dice così!


Pagnotta Zampalesta era un giovane gatto che viveva a Gattocity, la città dei gatti, sul pianeta MondoGatto.

La sua casetta era piccola piccola ma molto accogliente e graziosa e si trovava stategicamente ad angolo tra il negozio di erba gatta ed il venditore ambulante di croccantini di pollo al curry, i suoi preferiti!
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