Giovedì scorso sono stata invitata a partecipare alla seconda giornata della ceramica indetta dalla città di Patti, con i ceramisti di Patti, Santo Stefano di Camastra, Caltagirone e Sciacca.
Un invito che non potevo rifiutare perchè fatto da una donna speciale e perchè durante la manifestazione erano previsti, oltre alle dimostrazioni di foggiatura e decorazione, laboratori creativi per i bambini.
A dire il vero, io non avevo bisogno di sapere e di vedere come nasce un piatto di ceramica.
Per me che fino a qualche anno fa sguazzavo fino al collo (nel vero senso della parola) nell'argilla, negli smalti e nei pigmenti, e che lottavo con un forno così lungo che per controllarlo dall'inizio alla fine mi sarebbero stati molto utili una bicicletta o un paio di pattini, è stato un tuffo nel passato: rivedere gli amici con cui ho lavorato a stretto contatto e con cui affrontavamo problemi seri sempre con il sorriso sulle labbra e scoprire che l'affetto reciproco è rimasto immutato mi ha fatto veramente molto piacere.
Ed è stato emozionante toccare nuovamente un pezzo di impasto (di argilla) e plasmarlo insieme alla mia

